Mercati contadini – Mercati di Comunità

di  Arturo Lavorato

Agricoltura Sociale come pratica attorno alla quale si nutre, aggrega, cementa, anima, alimenta la comunità. Chi conosce il progetto “raccolti di comunità”, sa che qui in modi diversi parliamo di questo.
Un impegno che parte dal mettere in rete le cooperative agricole sociali umbre coinvolgendone i rispettivi territori di appartenenza. Una sfida per la quale è necessario prima di tutto l’ascolto dei territori medesimi, come testimoniato da diverse iniziative che da mesi in questo network conduciamo. Un’ambizione che non può trascurare di conoscere, entrare in relazione e valorizzare le esperienze già in atto nei vari territori che vanno nella stessa direzione del progetto. Per questo in quest’articolo racconteremo di due mercati contadini che si realizzano nell’orvietano ad opera di due realtà differenti, delle quali Oasi Agricola fa parte: la Comunità Rurale Diffusa e Tramercato.

Diffondere la comunità come pratica di resilienza in un momento di grave crisi

“Ai mercati troverete non solo prodotti genuini, locali, coltivati con rispetto della terra e amore per gli animali, ma anche musica, attività per i bambini, danza, pittura… perchè cerchiamo di coniugare più aspetti dello stare bene insieme”
Così nella newsletter periodica il gruppo comunicazione della CRD presenta la bella situazione che può trovare chiunque alla mattina del terzo sabato di ogni mese voglia affacciarsi alla “Locanda di Colle Ombroso”, nell’azienda agricola Janas di Porano, presso la quale Eleonora ed Ivan ospitano il mercato della comunità.
Una storia che comincia nel 2017, tra Lazio Toscana e Umbria, e vede soprattutto giovani contadine e contadini riunirsi insieme a partire da valori comuni e dall’esigenza di fare comunità, appunto. Sembra una cosa semplice, questo mercato mensile, che tra l’altro è solo la più visibile delle varie iniziative e percorsi animati dalla CRD. Eppure basta ascoltare i racconti di qualunque membro più anziano per capire quanti sacrifici, rischi, coraggio, costanza e… amore ci sia voluto per tenere duro e consolidare questo come un appuntamento ormai stabile. Arrivare con le verdure ad orvieto da farnese senza la garanzia di venderle, fare il pane senza sapere quante pagnotte si smaltiranno, organizzare, mettere d’accordo tutte e tutti, lasciare spazio per tutte e tutti e per qualunque nuovo arrivato, mantenere costante la vigilanza collettiva perché nessuno si discosti dai principi di sostenibilità ambientale e giustizia sociale su cui si basa il progetto… Tutto questo per piccole contadine e contadini che già per sopravvivere con le loro attività fanno fatica e spesso devono sopportare carichi di lavoro ed impegni che lasciano senza respiro…bé: ha dell’eroico.
“…ciascuno contribuisce come può a sostenere … questa nostra comunità di uomini e donne che vivono in un ampio territorio di confine tra Lazio, Umbria e Toscana, legati da contatti e relazioni la cui trama nasce da bisogni diversi: socialità e connessione, rapporti di fiducia e amicizia, legame con la Terra, difesa del territorio, disponibilità di cibo sano”.
Con queste parole ci spiegano la natura solidale ed inclusiva di questo organismo in continua evoluzione, in cui tutte e tutti si sentono meno soli e sanno di poter condividere le difficoltà e le gioie della scelta di stare in campagna e vivere della terra.
“Conoscere le persone che producono il cibo, parlare con l’artigiano che racconta la nascita di un’opera, sono importanti momenti di condivisione e alternativa alle dinamiche convenzionali, per fare una spesa realmente sostenibile e fare la differenza”.
Questo pur breve passaggio chiarisce bene il valore politico di questa realtà, che parte dal presupposto del rapporto diretto tra il produttore e il consumatore. Che poi consumatore… non rende davvero giustizia del ruolo delle tante e tanti che partecipano alla comunità pur non producendo cibo od oggetti e tuttavia alimentandone i legami e contribuendo notevolmente all’organizzazione col proprio impegno.

Un mercato rionale può tessere la trama di una comunità

Molte e molti dei produttori che animano la CRD li si può incontrare anche il secondo sabato di ogni mese ad Orvieto Scalo, dove da quest’estate si svolge TraMercato, il mercato rionale organizzato nell’ambito del progetto Trame di Comunità.
Andando al sito, si può leggere che:
TdC è un progetto di “ricerca-azione” per lo “sviluppo di comunità”, processo di collaborazione che coinvolge i membri della comunità per migliorarne, a livello individuale e collettivo, le condizioni di vita. Si fonda sul problem solving collaborativo, sulla focalizzazione partecipata di istanze e risultati salienti per la comunità e sull’orientamento all’empowerment. Le modalità di coinvolgimento declinate da TdC nascono da tale paradigma che salda le dimensioni dello sviluppo e del welfare di comunità”.
Sembrano paroloni astratti, ma chi come noi ha partecipato alla creazione di questo mercato rionale sta saggiando tutta la concretezza delle azioni cui fanno riferimento.
Pensate ad una parte di città mediamente periferica, piuttosto lontana dal “salotto buono” e tuttavia dove ci sono scuole, servizi… abitanti. Pensate a un bellissimo parchetto, proprio dietro le scuole medie, che pochi si ricordano di frequentare, anche se tutti sanno che c’è, e che di conseguenza resta trascurato. Ecco un bene comune territoriale ed un lòuogo di relazione comunitaria che si stavano perdendo. E che un paziente e molto partecipato lavoro di tessitura ha restituito alla collettività creando questo mercato rionale. E’ veramente singolare ascoltare la gente che viene ad acquistare gli ortaggi dire “ma io non ne sapevo niente, sto qua dietro… mo che lo so ci vengo tutti i mesi. Però è bello sto parchetto, non me lo ricordavo così”.
Tramercato è solo uno dei percorsi alimentati dal progetto complessivo di trame, che muove dalla Cooperativa Sociale “Il quadrifoglio” per coinvolgere un numero davvero ragguardevole di produttori locali, associazioni, scuole, comitati, il cui elenco sarebbe davvero lungo.

Mercati contadini al tempo del Covid

Un pò ne abbiamo già scritto quest’estate. le misure di contenimento del Covid hanno colpito questi percorsi minacciandone la sopravvivenza. Tuttavia si può dire che questo frangente critico sia stata una occasione per saggiarne la capacità resiliente, che si è rivelata nell’impegno collettivo a riuscire a portare avanti i mercati nonostante l’oneroso impegno organizzativo che implica il rispetto delle norme.
La situazione al momento è particolarmente incerta, con l’Umbria allo stadio arancione e la minaccia di un possibile nuovo lock down. ci sembra tuttavia che tanto la CRD quanto TraMercato abbiano dimostrato di poter superare il guado. Tanto l’esperienza più risalente quanto quella reccente hanno dimostrato che la capacità di stringersi in comunità è davvero la risorsa più importante nei momenti di crisi come questo. Lunga vita, dunque!

tratto da: https://raccoltidicomunita.it/blog/mercati-contadini-mercati-di-comunita