I Partner

 TdC è presentato da un gruppo eterogeneo di realtà che hanno trovato nella forma di una ATS la modalità di organizzazione più idonea e funzionale. L’ATS è composta da quattro soggetti la cui storia ed il cui radicamento sul territorio rappresentano la base per lo sviluppo dell’idea progettuale.

Il percorso che ha portato alla definizione di questa ATS (Cfr. formulario A.1) nasce non solo dalla loro convergenza territoriale, ma da una comune visione di sviluppo sociale e di impegno civile che ha trovato, nella condivisione di attività e nella partecipazione agli stessi tavoli di co-progettazione, il tempo e la modalità per definirsi in modo strutturato.

Ogni soggetto dell’ATS si caratterizza per essere portatore di uno specifico background all’interno del quale si trovano competenze variegate ed approcci metodologici differenti per pervasività sociale, funzionali e complementari nella realizzazione dell’idea progettuale.

Capofila è la Cooperativa sociale Il Quadrifoglio, realtà consolidata nel mondo del terzo settore con un’ampia e strutturata esperienza nell’implementazione e nella gestione di progetti nel sociale attenti sia all’efficacia dell’intervento che alla sua efficienza. Un elevato valore di innovazione sociale è dato dalla presenza di O.A.S.I. una Cooperativa di Comunità: nuovo modello di sviluppo locale che vede il diretto coinvolgimento dei cittadini come produttori e fruitori di beni e servizi; crea nuove sinergie e coesione nella comunità; mette a sistema attività di singoli, imprese, associazioni e istituzioni, rispondendo ad esigenze plurime di mutualità. Infine l’ATS vede la presenza di due realtà associative del territorio: Senza Monete e Val di Paglia Bene Comune; caratterizzate per essere nate dalla mobilitazione diretta di alcuni cittadini in risposta a bisogni concreti espressi dal territorio di cui le ampie basi associative sono testimoni.

– Società Cooperativa Sociale “Il Quadrifoglio”

La società cooperativa sociale Il Quadrifoglio, opera dal 1985 nei Comuni della Zona Sociale n. 12 di Orvieto; al 31 dicembre 2017 vede inseriti nell’organico: 171 soci-lavoratori, 11 soci volontari e 50 dipendenti; con un fatturato di circa 5 milioni di euro e la gestione complessiva di 50 fra servizi e progetti. Nello specifico è impegnata nella progettazione e nell’implementazione di servizi alla persona, intervenendo nelle situazioni di disagio e rispondendo ai bisogni concreti e quotidiani delle categorie più fragili della comunità rafforzandone le capacità di reazione e relazione, sviluppandone l’empowerment e sostenendone le famiglie. La Cooperativa lavora in un’ottica di prevenzione e di promozione della salute con l’obiettivo di migliorare, in termini oggettivi e di percezione individuale, la qualità della vita delle persone e stimolarne la partecipazione attiva alla vita sociale.

I settori di intervento risultano essere molti e variegati: educativo, disabilità, salute mentale, dipendenze, politiche giovanili, anziani, welfare leggero e di emergenza, immigrazione, inclusione sociale e lavorativa.

Nel tempo, la cooperativa ha aperto le porte delle proprie strutture alla comunità locale ospitando studenti e studentesse delle scuole superiori in progetti di alternanza scuola-lavoro, coinvolgendo ragazzi e ragazze attraverso il servizio civile nazionale ed attivando tirocini universitari. A tali percorsi, nel tempo, si sono affiancati anche tirocini retribuiti da Enti pubblici e finalizzati all’inserimento lavorativo di categorie svantaggiate così come progetti di messa alla prova per ragazzi inviati dall’Ufficio Esecuzione Penale Esterna. La cooperativa è inoltre gestore del servizio SAL e soggetto promotore per l’attivazione di tirocini extra-curriculari disponendo a tal fine di una banca dati con oltre 50 imprese.

La cooperativa, da anni, è impegnata nel portare avanti una progettazione finalizzata all’innovazione sociale, alla diffusione di buone prassi e alla realizzazione di nuovi servizi che siano in grado di rispondere, in modo pertinente ed efficace, alle trasformazioni in atto nella società e ai bisogni sociali che questa esprime. Per raggiungere tali obiettivi opera in un’ottica di Rete funzionale alla valorizzazione delle esperienze e delle competenze di ogni soggetto del territorio (Enti Pubblici, Cooperative, Associazioni, Consorzi e quanti operano nel sociale) partecipando e animando numerosi tavoli di co-progettazione sociale, secondo quanto prevede il Piano di Zona e la Legge 328 dell’8 novembre 2000: 1) Tavoli relativi alle tematiche riferite al Piano Sociale di Zona 2) Tavolo di Zona sulla violenza di genere 3) Osservatorio sulle dipendenze 4) Gruppo di lavoro 0/6 Crescerete di Legacoop nazionale 5) Coordinamento regionale sulle Unità di Strada 6) Tavolo regionale sul Coordinamento Pedagogico 7) Tavoli legati ai bandi per progetti di “Con i bambini”, fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile 8) Tavoli per la co-progettazione della Strategia Aree Interne 9) Tavoli per la co-progettazione del Contratto di Fiume.

Partner significativi della Cooperativa in molti progetti sono le Scuole del territorio con le quali nel 2017 è stato stipulato un accordo di rete sull’asse inclusione finalizzato alla co-progettazione relativa agli avvisi del PON Istruzione.

La cooperativa si è resa promotrice negli anni della costituzione di due associazioni impegnate nell’integrazione di soggetti in difficoltà: l’ Associazione di arti e teatro integrato “Amleto in Viaggio”, la polisportiva di integrazione sociale “TARTARUGA…XYZ”. Si sono, inoltre, sviluppate appartenenze significative ad altri soggetti della rete cooperativa locale come: Legacoop Sociali, Cooperativa Aris Formazione e Ricerca, Fondazione Dopo di Noi La Crisalide, Consorzio COESO, le Cooperative di tipo B “Luigi Carli” e Oasi Agricola; aderisce fin dalla sua fondazione al “Forum Terzo Settore- Comitato Territoriale Orvieto”.

Inoltre, sono partner della Cooperativa nel progetto “Con i bambini dell’Italia di Mezzo” realtà cooperative e associative di Toscana e Marche ed enti di valutazione e monitoraggio quali LA.MA, Centro nascita Montessori ed Euricse. Il progetto ha ottenuto nel 2017 il finanziamento partecipando al bando di ”CON I BAMBINI” Impresa Sociale sulla fascia di età 0-6 anni “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”.

La cooperativa risulta inserita nel registro di cui all’art.5 del D.lgs 215/03 “Attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica” presso il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale dell’Immigrazione

La cooperativa si è dotata di strumenti interni volti alla governance e alla partecipazione democratica in particolare va sottolineata l’azione svolta dal gruppo volontario di responsabilità sociale riservato ai soci che si incontra periodicamente con il Consiglio di Amministrazione per individuare e condividere obiettivi generali e strategie. Nel 2005 ha ottenuto la Certificazione di Qualità secondo la norma UNI EN ISO 9001 e nel 2017 ha adottato il Modello Organizzativo 231 e il Codice Etico e dei Comportamenti secondo il D.Lgs. 231/2001.

Questi percorsi si sono riverberati anche nell’implementazione di strategie di partecipazione rivolte verso l’esterno, in alcuni casi sono parte centrale della metodologia comune a tutti i servizi come le riunioni plenarie in cui partecipano congiuntamente operatori ed utenti; in altri si sono strutturate in modalità più formali, come i Comitati di gestione, in cui partecipano i famigliari dei beneficiari. e presenti presso il Centro Socio-Riabilitativo “La porta del Sole” e in tutti i servizi per la prima infanzia; e l’Assemblea degli iscritti presso la casa di quartiere per anziani fragili “La meglio gioventù”.

– O.A.S.I. (Organizzazione di Allerona per lo Sviluppo Integrato) Cooperativa Sociale di Comunità

O.A.S.I. (Organizzazione di ALLERONA per lo Sviluppo Integrato) Cooperativa Sociale di Comunità (già OASI Cooperativa Sociale) nasce nel 2004 come cooperativa sociale di tipo b, ai sensi della l. 381/91. Nei primi anni di vita la cooperativa si è occupata esclusivamente di piccole attività legate, in una prima fase, all’agricoltura e alla gestione diretta di un fondo nelle campagne circostanti Orvieto ed in un secondo momento alla gestione diretta di servizi presenti in alcune realtà comunali della zona. In particolare attraverso la partecipazione al bando COIMPRESO, ha progettato e iniziato la realizzazione di un canile rifugio su di un terreno del comune di Castel Giorgio e stipulando, in breve tempo, convenzioni con i comuni di: Allerona, Castelviscardo, Castel Giorgio, Parrano e Acquapendente. Le attività portate avanti dalla cooperativa evolvono ulteriormente nel 2009, quando grazie alla partecipazione (come costituendo consorzio “COESO”) ad un bando dell’ex Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana, inizia la gestione diretta di alcune strutture ricettive (Country House, appartamenti per vacanze, area camper attrezzata) e di fondi agricoli (con circa 600 piante di ulivi) situati all’interno dell’Area Naturale Protetta insistente nel territorio del Comune di Allerona. Questa attività ha subito un’ulteriore evoluzione nel 2014, quando la cooperativa ha intrapreso anche la gestione della parte turistico ricettiva e ristorativa dei beni in oggetto, attività che è ancora oggi in corso.

La cooperativa nel corso degli anni ha concentrato le sue azioni nel territorio del comune di Allerona, ciò ha permesso di intraprendere con la popolazione e con l’amministrazione comunale un dialogo e un percorso di sviluppo condiviso che ha portato ad attivare nel mese di maggio 2016 una ricerca-intervento (coordinata dal consorzio COESO ed in collaborazione con l’amministrazione comunale di Allerona), orientata dai principi dell’economia civile e dello sviluppo di comunità, basata sui saperi delle discipline socio-antropologiche, condotta con le modalità della progettazione partecipata e tesa ad accrescere il coinvolgimento della popolazione e il potenziamento delle sue competenze in tutte le questioni che riguardano la determinazione delle prospettive di sviluppo territoriale. Attraverso gli eventi e i metodi della diagnostica partecipata, ad oggi si dispone di un profilo di comunità che fa il punto su: consistenza e trend demografici; livelli di coesione sociale, qualità dell’identità culturale e senso di appartenenza; legame tra città e territorio; percezioni della qualità della vita e visioni di sviluppo. In relazione alle caratteristiche del profilo di comunità di Allerona, si sono individuati tre assi di intervento:

  • Asse a, politiche attive per il mantenimento della qualità della vita delle fasce di popolazione vulnerabile e per il radicamento comunitario in vista dello sviluppo socio-economico;
  • Asse b, sistemazione dell’offerta naturalistica e storico culturale e della capacità di accoglienza del territorio in relazione alle specificità dei flussi turistici “lenti”,”verdi”….;
  • Asse c, sperimentazione di modalità produttive e di commercializzazione delle produzioni legate all’agricoltura sociale, polifunzionale, ei valorizzazione del territorio, di filiera.

Ognuno di essi è articolato su più temi, e di ogni tema sono stati censiti gli obiettivi specifici, le attività, le progettazioni esecutive e/o correlate, gli attori (distinti per animatori e tecnici) e i canali finanziari.

Un primo bilancio porta a dire che il territorio di Allerona mostra un capitale territoriale molto ricco che contiene in sé prospettive interessanti di sviluppo. Le risorse sociali presenti sul territorio mostrano competenze diffuse e vivacità energetiche interessanti, possono svilupparsi in capitale sociale per lo sviluppo. L’evoluzione della “cooperativa sociale Oasi” in “O.A.S.I. (Organizzazione di Allerona per lo Sviluppo Integrato) cooperativa sociale di comunità” nell’aprile del 2017, con l’ingesso di numerosi cittadini nella cooperativa e di loro rappresentanti nel consiglio di amministrazione, è un atto concreto di investimento sulla crescita del capitale sociale per lo sviluppo di comunità.

– Associazione di Promozione Sociale Senza Monete

L’Associazione di Promozione Sociale Senza Monete nasce nel 2013 dall’idea e dall’impegno di alcuni cittadini da tempo impegnati nel volontariato. La loro azione ha saputo catalizzare l’interesse e l’adesione di associazioni già presenti e strutturate del territorio come la stessa Cooperativa il Quadrifoglio e “Orviet’A.M.A.” Associazione dei Gruppi di Auto Mutuo Aiuto, oltre che il sostegno del Comune di Orvieto che ha concesso in comodato d’uso dei locali inutilizzati e in stato di abbandono siti ad Orvieto Scalo in Via S. Anna s.n.c. (ex lavatoio comunale).

Il Senza Monete si ispira al modello di economia circolare e si pone obiettivi di assistenza, educazione ed integrazione relazionale per la comunità locale, proponendo e favorendo azioni di consumo intelligente orientate al benessere sociale attraverso un virtuoso circuito di riuso e scambio di beni (vestiario, oggettistica, piccoli elettrodomestici, ecc.) in un’esperienza di economia che non prevede l’utilizzo di denaro come strumento di transazione. Le attività proposte si rifanno ai principi di etica, solidarietà e reciprocità, che costituiscono il valore intrinseco dello scambio così inteso, tenendo conto di nuovi orientamenti verso percorsi di sviluppo più sostenibili e attenti alle relazioni umane. In concreto le azioni sviluppate si concretizzano grazie a tre attività:

  • L’Emporio del riuso e dello scambio, dove si concretizza il virtuoso circuito del riuso e scambio di beni (vestiario, piccoli elettrodomestici, ecc.);
  • RiusArte, un luogo dove poter scambiare oggetti e mobili usati che grazie all’arte e all’ingegno di artigiani locali si rinnovano, creando, con materiali riciclati e non, piccoli capolavori;
  • Il Mercatino di artigianato, hobbistica e fai da te, dove promuovere e incentivare le preziose qualità degli artisti locali.

Tra le azioni finalizzate ad ottenere un diffuso consenso vi è sicuramente l’Emporio, il quale ha contribuito in modo determinante al raggiungimento degli oltre 1.700 tesserati che oggi conta l’Associazione, così come delle circa 4.000 visite registrate. Questa mole di partecipazione ha permesso il raggiungimento di un’ampia visibilità mediatica con l’interessamento di stampa, web e reti televisive locali e nazionali. Durante le giornate di apertura al pubblico dell’emporio (tre a settimana) nel coordinamento dell’attività si alternano almeno 15 volontari di varie fasce d’età che costituiscono un gruppo aperto ed eterogeneo, capace di offrire socialità e realizzazione anche ad alcuni pazienti del C.S.M. (Centro di Salute Mentale). A tal proposito, in linea con gli obiettivi promossi, sono state attivate e concluse con successo due Borse Lavoro Terapeutiche della durata di circa un anno. Negli ultimi anni l’adesione al Progetto “Alternanza scuola-lavoro” ha consentito all’Emporio di ospitare 12 studenti; mentre altri 6 hanno deciso di svolgervi autonomamente attività di volontariato. Inoltre, grazie ad un progetto di disponibilità all’accoglienza di soggetti detenuti presso la Casa di Reclusione di Orvieto- ICAT (Istituto a Custodia Attenuata), l’Emporio ha ospitato per circa 18 mesi due persone che si sono alternate e adoperate nelle attività quotidiane. Senza Monete è di fatto un cantiere sociale in costante costruzione, strettamente legato alla realtà cittadina in cui è inserito e dalla quale riceve continui stimoli e suggerimenti: tra questi ha avuto ampio risalto la proposta di ampliare il settore di scambio libri, per il quale Senza Monete si è impegnato nella realizzazione di incontri di sensibilizzazione nelle scuole e sul territorio provinciale.

– Associazione Val di Paglia bene comune

L’associazione Val di Paglia bene comune (Vpbc) si è costituita all’indomani dell’esondazione del fiume Paglia avvenuta nei pressi di Orvieto nel novembre del 2012. Ad oggi sono associate circa 230 persone, per lo più residenti ad Orvieto Scalo e Ciconia. La campagna di adesioni è stata fatta sulla base delle cerchie di relazione del primo nucleo promotore. Sono rappresentate quasi tutte le fasce sociali e le diverse professioni e mestieri. Il direttivo è costituito da donne e uomini in egual misura, con anagrafi diverse e rappresentanti delle due sponde del fiume. Le iniziative si integrano, a rete, con quelle di organizzazioni e federazioni sportive, di associazioni culturali, di cooperative sociali di tipo a e b, di comitati cittadini.

VPbc propone di considerare il territorio del Paglia e le collettività che lo abitano come una “comunità di destino” e intende essenzialmente contribuire alla elaborazione e alla diffusione di una cultura dell’abitare il territorio in grado di conciliare peculiarità ambientali ed esigenze antropiche. La “messa in sicurezza” e la “riqualificazione urbanistica”, espressioni per le quali si è dovuta sperimentare tutta la retorica e l’essenza negoziale, sono state le leve principali di azione. L’assunzione di un atteggiamento pragmatico ha portato VPbc a rappresentare istanze “popolari” e a mediarle con le istituzioni in quei riadattamenti funzionali del corpo sociale che sono da sempre campo di lavoro e studio della sociologia e dell’antropologia. VPbc di fatto si è collocata in uno spazio pubblico, quello della governance e della governmentality del territorio, rispetto al quale la piena del Paglia ha dimostrato, purtroppo, l’inefficacia delle autorità predisposte. In questo quadro, VPbc sta diventando ciò che dichiarava fin dall’inizio: un catalizzatore di diverse istanze di cittadinanza attiva teso ad influenzare le decisioni politiche in materia di tutela e sviluppo del territorio.

Sul versante della riqualificazione urbanistica e della rigenerazione di spazi periurbani, all’interno dei programmi di pianificazione territoriale (Contratto di Fiume e Area Interna Sud-Ovest dell’Orvietano) e in collaborazione con le istituzioni locali, ha costituito reti di associazioni e avviato laboratori di progettazione partecipata per la fruizione pubblica del tratto urbano del fiume e la valorizzazione economico sociale della valle del Paglia. Di seguito riportiamo i principali tavoli a cui l’associazione ha partecipato e le iniziative più significative:

– Organizzazione di Assemblee cittadine in collaborazione con i Consigli di Zona di Orvieto Scalo e Ciconia;

– negoziazione con il Comune di Orvieto per l’inserimento degli interventi nel tratto urbano del fiume nel Piano di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio (PRUSST) del Patrimonio di San Pietro in Tuscia e successiva animazione e coordinamento degli incontri di progettazione partecipata;

– organizzazione con il Comune di Orvieto de Il sistema del Paglia. I problemi, i valori. 1° giornata di studi e confronto dei saperi (20 dicembre 2013);

– adesione al Comitato promotore del Contratto di fiume per il Paglia;

– costituzione e animazione della rete di associazioni “Accordo per il parco del Paglia”;

– organizzazione della passeggiata “Di qua e di là da Paja”, trekking urbano nell’alveo del fiume (12 ottobre 2014);

– partecipazione all’Open Space Technology Conference per il Contratto di fiume. Assunzione di ruolo nel coordimanento del tavolo Fruizione e partecipazione civica (14 luglio 2015);

– organizzazione e conduzione della conferenza «…interventi selvicolturali nei soprassuoli boscati del demanio idrico del Fiume Tevere e Fiume Paglia nell’ambito della Provincia di Terni» (30 novembre 2015);

– rappresentanza delle associazioni nella Strategia Nazionale Aree Interne;

– realizzazione delle “corvè civiche” Pulizie per la ripulitura di aree degradate di Orvieto scalo;

– adesione a “bicincitta” organizzata dalla UISP;

– recupero di uno spazio verde antistante la stazione ferroviaria con allestimenti vegetali e l’apposizione di una panchina realizzata dal Centro socio riabilitativo L’albero delle voci;

– presentazione di I luoghi comuni per l’altra economia. Proposta per la valorizzazioni di alcuni luoghi comuni del centro storico di Orvieto. E Il Parco fluviale ed agricolo del Paglia. Proposte per la rigenerazione territoriale e la riconnotazione urbanistica dell’alveo del Paglia tra gli insediamenti di Orvieto Scalo, Ciconia e Sferracavallo. Esiti del lavoro di animazione di rete per le progettazioni di Contratto di fiume e Area interna dell’Orvietano;

– collaborazione con il comitato di commercianti e cittadini di Orvieto scalo per la riqualificazione e il decoro urbano del complesso residenziale e commerciale “il borgo”;

– partecipazione al Forum del Terzo settore dell’Orvietano;

– eventi di progettazione partecipata per il tratto urbano del Paglia;

– organizzazione e realizzazione della Tavola rotonda Val di Paglia, gli ultimi cinque anni di un bene comune e della scarpinata lungofiume (10 novembre 2017);

– coordinamento tavolo fruizione del Contratto di fiume per il Paglia.

– eventi di progettazione partecipata: Verso il Parco fluviale del Paglia. Riqualificazione dei tratti d’alveo a valle del Ponte dell’Adunata: impianti di rugby, ciclismo, pesca sportiva e tiro con l’arco